Perché solo Italia
E come si fa a dimostrarlo, invece di metterci un bollino.
Due cose diverse che si confondono sempre
«Prodotto in Italia» parla della lavorazione: dice dove è stato fatto l’ultimo passaggio importante. Un olio imbottigliato a Verona con olive spagnole è prodotto in Italia. Una pasta trafilata in Abruzzo con grano canadese è prodotta in Italia.
«Materia prima italiana» parla di quello che c’è dentro: le olive, il grano, il latte, le carni. È l’altra metà della frase, ed è quella che di solito non viene scritta.
Su Orterra servono tutte e due, e la seconda si scrive sempre, prodotto per prodotto.
Chi può entrare
Impresa agricola o artigiana con sede in Italia e produzione in Italia, iscritta al registro delle imprese. Nessun rivenditore, nessun importatore, nessun intermediario: chi vende qui è chi ha coltivato, allevato o trasformato.
Il controllo lo fa l’ufficio acquisti prima di aprire l’azienda, con la visura e il codice di attività, e blocca l’ingresso: non è un controllo che si può rimandare a dopo.
Cosa scriviamo su ogni lotto
Ogni raccolto porta con sé l’origine della materia prima, scritta dal produttore in una riga: «olive dei suoi 12 ettari a Bitonto (BA)», «grano duro delle colline intorno a Fara San Martino (CH)». Senza quella riga il lotto non si approva.
Il produttore dichiara anche se la materia prima è tutta sua o comprata da altri. Comprarla non è un difetto — un pastificio che prende il grano dal vicino fa una cosa normale — ma va detto: quando è comprata, il produttore carica le fatture d’acquisto con il comune del fornitore, e l’ufficio acquisti le legge prima di approvare.
Se un giorno non fosse più vero
Se un produttore usasse materia prima non italiana, sulla sua scheda si leggerebbe quello. La frase della fascia, per la sua categoria, sparisce: non si può promettere «grano coltivato in Italia» quando per un produttore non è vero. Al suo posto resta l’origine scritta in chiaro, che è l’informazione vera.
Il sito non ha un bollino di italianità e non ne concede: ha una riga per ogni lotto, e quella riga o dice la verità o fa cadere una promessa.
Se una dichiarazione è falsa
Il lotto non si approva, la scheda del produttore si sospende, e chiunque può segnalarlo scrivendo a info@orterra.it. Una dichiarazione falsa sull’origine di un alimento non è una questione fra noi e il produttore: riguarda chi ha comprato credendo a quella riga.
Come controlliamo i numeri di un raccolto — ettari, piante, litri — sta in come ordiniamo i prodotti.